Quando le mie figlie sono a scuola o riposano nelle loro stanze, la casa cambia voce. Il silenzio si riempie di piccoli rumori ritmici: lo scatto di una lama sul piano da taglio, il fruscio di un filo cerato che attraversa il tessuto, il colpo secco ma misurato di una tenaglia che modella un anello di metallo. Non uso macchinari industriali né catene di montaggio. Sul mio tavolo da lavoro, che spesso coincide con il cuore della mia casa, ogni singola borsa, pochette, orecchino o portachiavi nasce attraverso passaggi manuali calcolati al millimetro, imparati con il tempo e l'esperienza diretta.

Con il marchio ABCreazioni by Dana creo pochi pezzi alla volta. Questa scelta non deriva soltanto da una questione di spazio, ma dal desiderio profondo di controllare direttamente ogni singola fase tecnica del processo produttivo. Per me, la qualità di un oggetto artigianale risiede nello studio attento dei materiali e nelle gestualità fisiche necessarie per trasformarli.

La cera e il filo: la resistenza di una cucitura manuale

Una delle tecniche a cui sono più legata per la creazione di borse e pochette è la cucitura a due aghi con filo cerato. A differenza della cucitura a macchina, dove un filo superiore intercetta un filo inferiore creando un nodo dentro lo spessore del materiale, la cucitura manuale a doppio ago incrocia due fili distinti in ogni singolo foro. Questo significa che, anche nell'ipotesi remota in cui un punto dovesse usurarsi o spezzarsi, la struttura complessiva dell'accessorio continuerà a tenere perfettamente.

Prima di iniziare a cucire, preparo personalmente il filo. Passo il trefolo di lino o di poliestere ad alta resistenza sopra un panetto di cera d'api naturale. La cera svolge funzioni fondamentali: compatta le fibre del filo evitando che si sfilaccino durante i continui passaggi, protegge la fibra dall'umidità e aumenta il grip della legatura. È un gesto antico, semplice ma indispensabile. Guidare l'ago curvo attraverso strati sovrapposti di tessuto rifinito o di pelle morbida richiede una pressione costante e una sensibilità tattile che nessuna macchina automatizzata può replicare.

Il taglio a lama fissa e la gestione degli spessori

Prima ancora di arrivare all'ago, c'è la fase del taglio. Non impiego fustelle elettriche o macchine da taglio laser. Uso cutter rotativi ad alta precisione, bisturi da modellismo per i dettagli più piccoli e forbici da sartoria pesante per le tele strutturate. Lavorare da sola a casa significa dover conoscere alla perfezione la reazione di ogni singola fibra sotto la lama.

Quando creo una pochette o una borsa, il problema principale da risolvere è la gestione degli spessori interni. Unendo il tessuto esterno, l'eventuale rinforzo interno, la fodera e i margini di cucitura, si rischia di creare zone d'ombra rigide o bozzi antiestetici. Per evitare questo, utilizzo la tecnica dello scarico dei margini: con una lama affilata e un piano di riscontro rigido, riduco manualmente lo spessore dei bordi interni dei tessuti più pesanti o della pelle prima della chiusura finale. È un lavoro minuzioso, invisibile a chi guarda l'oggetto finito, ma determinante per garantire una linea pulita, morbida e piacevole al tatto.

Tessere, piegare e modellare il metallo a freddo

Oltre al tessile e alla pelletteria, la mia produzione comprende piccoli accessori come orecchini, clip per capelli e portachiavi. In questi pezzi la materia prevalente è il metallo, che lavoro esclusivamente con la tecnica della sagomatura a freddo. Utilizzo fili di ottone, rame o leghe anallergiche, affiancati a piccole minuterie metalliche di qualità selezionata.

Senza l'ausilio di saldatrici a caldo, l'assemblaggio e la forma si basano sulla deformazione meccanica controllata. Uso tenaglie a punte tonde, pinze a becco piatto prive di dentatura interna per non incidere la superficie del metallo, e piccoli magli in gomma o legno. Attraverso torsioni progressive, creo la struttura di un orecchino o la tenuta di una clip. La difficoltà tecnica sta nel calcolare il rientro elastico del metallo: ogni lega reagisce in modo diverso alla piegatura, e serve la giusta dose di forza per ottenere forme geometriche identiche e simmetriche senza snervare la struttura.

Nelle creazioni di ABCreazioni by Dana ogni dettaglio, dal punto di sutura nascosto sul fondo di una tasca fino al gancio di un portachiavi, è l'esito di un dialogo continuo tra le mie mani e la risposta fisica della materia. È una routine fatta di pazienza e rigore tecnico, vissuta quotidianamente nel perimetro della mia abitazione.