Quando mi siedo al tavolo di lavoro, con la casa intorno che pian piano si calma, la prima cosa che faccio non è impugnare uno strumento, ma toccare ciò che ho davanti. Lavorare da sola, nel silenzio della mia stanza o al centro del tavolo della cucina, significa stabilire un rapporto del tutto personale con i materiali. Non ci sono macchine industriali a impostare le tensioni o a tagliare centinaia di pezzi al minuto. Ci sono soltanto le mie mani, la dima, le forbici e una serie di scelte che cambiano da un pezzo all'altro.

Nel corso del tempo ho learned che la scelta di un materiale non è mai soltanto una questione estetica. Creare una borsa, una pochette o un paio di orecchini richiede di comprendere come quella specifica materia reagirà al tempo, all'uso quotidiano e ai gesti di chi la indosserà. Ogni fibra, ogni lamina metallica, ogni piccolo componente ha la sua personalità e va trattato con la tecnica giusta per poter diventare un oggetto compiuto e resistente.

Tessuti, trame e la ricerca della tenuta perfetta

Per le borse e le pochette, la selezione dei tessuti e delle similpelli è una delle fasi più complesse e affascinanti del mio lavoro. Non basta che un tessuto sia bello da vedere o piacevole al tatto; deve possedere la giusta struttura per sostenere la forma che ho in mente. Quando scelgo un cotone pesante, un jacquard o una trama sintetica ad alta resistenza, valuto immediatamente come risponderà al taglio e alla successiva cucitura.

Il taglio dei tessuti avviene interamente a mano, un pezzo alla volta. Utilizzo taglierini rotanti e forbici da sartoria ben affilate, seguendo i contorni dei sagomati che ho disegnato e perfezionato nel tempo. Una delle tecniche che applico più spesso riguarda la sbiecatura e il rinforzo interno. A seconda del tipo di tessuto, inserisco materiali di supporto leggeri ma rigidi che permettono alla pochette di mantenere la sua linea senza diventare pesante o rigida come un blocco di cartone. La sfida risiede sempre nel trovare l'equilibrio ideale tra flessibilità e tenuta.

Anche la fodera interna richiede un'attenzione particolare. Un interno ben fatto non è un semplice rivestimento, ma la spina dorsale dell'accessorio. Utilizzo prevalentemente tessuti in cotone a trama fitta, che lavo o tratto prima del taglio per evitare che si restringano o si sfilaccino con l'uso. Ogni cucitura interna viene ripassata e bloccata manualmente, perché so che una tasca o un divisorio vengono sollecitati decine di volte al giorno.

I piccoli metalli: perni, clip e la precisione degli orecchini

Se la creazione delle borse richiede una visione d'insieme e gesti ampi, la realizzazione degli orecchini, delle clip e dei portachiavi richiede una concentrazione del tutto diversa, fatta di minuzie e micro-gesti. In questo campo, le tecniche cambiano radicalmente. Lavoro con minuteria metallica selezionata, come ottone, zama e componenti anallergici, che assemblati a mano danno vita a pezzi leggeri ma incredibilmente solidi.

Per gli orecchini e le clip, la sfida principale è il peso. Un accessorio bello che stanca il lobo dopo mezz'ora finisce chiuso in un cassetto. Per questo motivo accoppio materiali leggeri, come elementi tessili sagomati o piccole sagome rifinite, a perni e ganci montati con pinze a punta tonda. La tecnica di piegatura dei chiodini e degli anelli di congiunzione deve essere impeccabile: una chiusura incompleta rischia di sganciarsi, mentre una piega troppo stretta può snervare il metallo e spezzarlo.

Nei portachiavi, invece, la priorità assoluta è la resistenza meccanica. I portachiavi vivono dentro le borse, a contatto con chiavi pesanti, monete e oggetti affilati. Qui applico tecniche di fissaggio doppio, utilizzando anelli brisé di alta qualità e rivetti fissati con punzoni manuali. Il colpo di martello con cui assicuro un rivetto è uno dei gesti più precisi del mio laboratorio casalingo: deve essere sufficientemente forte da serrare i componenti senza sformare la materia sottostante.

Taglio manuale e piegatura: dove la materia prende forma

Uno dei passaggi più delicati del lavoro manuale è la piegatura dei bordi, specialmente quando lavoro con la similpelle o con tessuti accoppiati. La piega non si improvvisa: per ottenere un bordo pulito e sottile, ricorro a strumenti semplici come la stecca d'osso e martelli con testa in gomma che non lasciano segni sulla superficie.

La materia viene prima segnata sul rovescio con una leggera pressione, poi piegata millimetro per millimetro. Questa tecnica permette di creare bordi lineari e resistenti, fondamentali per le aperture delle pochette o per le rifiniture dei portachiavi. Fare questo lavoro pezzo per pezzo richiede pazienza e fermezza nelle dita, ma garantisce un controllo totale sul risultato finale che nessuna macchina automatica potrebbe mai replicare.

Ogni volta che finisco un accessorio nel mio laboratorio di casa, mi fermo a osservarlo nei dettagli. So esattamente dove passa ogni singola cucitura, conosco la tenuta di ogni anello di metallo e la risposta di ogni piega. Il marchio ABCreazioni by Dana nasce proprio da questo: dalla volontà di creare poche cose, fatte con calma, conoscendo a fondo i materiali e rispettando i tempi che la lavorazione artigianale richiede.