C'è un momento preciso della giornata in cui la luce che entra dalla finestra del mio tavolo cambia inclinazione. Succede piano, giorno dopo giorno, indicandomi il passaggio di una stagione senza bisogno di guardare il calendario. Da artigiana che lavora da sola in casa, quell'angolo illuminato è il punto di partenza per ogni borsa, ogni pochette o piccolo accessorio che creo sotto il marchio ABCreazioni by Dana. L'ispirazione per me non è mai una scintilla improvvisa né una teoria astratta, ma un dialogo costante tra ciò che cambia fuori e la materia che tengo tra le mani.
La luce delle stagioni sul mio tavolo da lavoro
Ogni stagione porta con sé un colore dominante e una qualità di luce del tutto particolare. In autunno e in inverno, la luce entra più bassa, calda ma soffusa, e mette in risalto i toni profondi. È il momento in cui sento il bisogno di estrarre dai miei scaffali tessuti più corposi, come la lana pettinata, i cotoni spessi o i velluti dai riflessi scuri. La luce fredda dei mesi invernali esalta le venature del metallo dei moschettoni e delle clip per le borse, facendoli risaltare contro le trame scure.
In primavera ed estate, al contrario, la luce di casa diventa nitida e diretta fin dalle prime ore del mattino, quando le mie figlie sono a scuola o il silenzio delle stanze mi permette di concentrarmi sui ritagli. In quei mesi cerco il lino fresco, le tele di cotone grezzo, le sfumature della terra essiccata dal sole o il blu polveroso. Osservare come una trama reagisce al sole diretto mi aiuta a capire se quella combinazione funzionerà quando l'oggetto finito uscirà da questa stanza per accompagnare chi lo sceglie.
Il tatto delle stoffe: scegliere una consistenza alla volta
Nel mio lavoro fatto a mano, il colore da solo non basta mai a guidare un'idea. È la sensazione tattile del tessuto a suggerire la forma. Quando sfioro una pezza di stoffa, sento subito se è adatta a diventare la struttura rigida di una pochette o se richiede la morbidezza di una borsa capiente da spalla. Toccare la materia con le dita nude è un passaggio fondamentale che nessuna foto su uno schermo o catalogo industriale potrà mai sostituire.
Spesso accosto tessuti che a prima vista sembrerebbero opposti. Un velluto liscio accoppiato a una cinghia di cotone grezzo, oppure un dettaglio di pelle recuperata inserito su un telaio di tela pesante. La scelta non segue le mode del momento, ma una ricerca di equilibrio personale. Lavorando in quantità molto limitate, ogni ritaglio viene valutato singolarmente: non ci sono scarti pensati in serie, ma pezzi unici che prendono forma a seconda della quantità di stoffa disponibile sul mio banco.
Sfumature non pianificate: quando l'accostamento trova forma
Accade frequentemente che un'ispirazione nasca da un appoggio casuale. Lascio un rocchetto di filo di una tonalità particolare vicino a un ritaglio di tessuto pensato per tutt'altro, oppure una chiusura metallica finisce sopra una stoffa stampata a piccoli motivi. In quel contrasto inaspettato trovo la combinazione perfetta per un nuovo portachiavi o un paio di orecchini.
La bellezza dell'artigianato fatto a casa risiede proprio in questa libertà di ascolto. Non avendo ritmi di produzione industriale da rispettare, posso permettermi di fermarmi, cambiare idea su un accostamento cromatico e provare un altro filo di cucitura prima di azionare la macchina. Questo tempo dedicato alla combinazione dei colori e delle texture garantisce che ogni creazione di ABCreazioni by Dana mantenga quell'aspetto genuino e irripetibile che ricerca chi ama gli oggetti fatti con cura e solitudine.
Alla fine della giornata, quando ripiego i tessuti e ripongo i rocchetti nella loro scatola, rimangono i tagli pronti per essere assemblati. Ogni colore scelto racconta la stagione in cui è stato pensato, la luce di quella specifica finestra e la pazienza di chi lavora da sola, punto dopo punto, tra le pareti della propria vita.
